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Solo la satira salverà la nostra povera nazione?
Un saluto in musica... Ciao a tutti.
Spero sia di buon auspicio... 
Stasera inizia il Roccella Jazz, si inaugura con il concerto di Jan Garbarek nella splendida cornice del Castello Aragonese.
Questa estate scorre velocemente, tra concerti, passeggiate, serate tra amici e falò sulla spiaggia. Dovrei essere felice, perlomeno serena... eppure non ci riesco. Ma non mi spiego il perchè.
Non so cosa darei per riuscire a non farlo.
Dopo una giornata passata a correre, a risolvere problemi, a parlare stando attenti a cosa si dice... la stanchezza c'è, lo stress non ti lascia neppure dopo che hai staccato. Così ripensi a quello che hai fatto, ripassi le battute di una giornata: a volte non ti piacciono, ma sai che non puoi riavviare il nastro.
Aspetti il sonno, questo alleato che cancellerà con un colpo di spugna tutto, per un paio d'ore. Domani si ricomincia e tu sai bene che non puoi farne a meno...
Meglio di no, faremmo notte... ne ho avuti troppi. 
Lascio parlare la canzone di Fiorella Mannoia per me, mi sostituisce egregiamente.
E' esattamente passato un mese dal mio ultimo post, ma non sono nè morta nè espatriata ( anche se a volte ho avuto la voglia di farlo ). Mi manca solo lo stimolo a scrivere, non ho voglia di raccontare ciò che mi accade o che accade intorno a me. Sono in una fase di silenzio e recupero di energie, anche se contnuo a spenderne tante durante le mie giornate.
Un abbraccio a tutti quelli che passano da qui.
Berlusconi rifiuta le accuse di corruzione che scaturiscono dalla sentenza del processo contro l'avvocato Mills, ribatte che la magistratura è politicizzata e afferma " La giudice Gandus militante di estrema sinistra"
Questione di giorni e tirerà fuori la storia del funerale di sua nonna, il terremoto, la tremenda inondazione, delle cavallette...
Ecco il testo integrale dello storico dialogo tra il capo tribu` dei Sioux Seattle ed il quattordicesimo presidente degli Stati Uniti, Franklin Pierce
[Da Il Mattino di Napoli - articolo di Luigi Compagnone]
Nella seconda meta` del secolo passato, ci fu un Grande Capo Pellerossa. Si chiamava Seattle ed era un uomo saggio e civilissimo. Ma una stupida ed interessata cultura (incultura) antropologica, ci ha sempre rappresentato la sua gente con mentalita` barbara e feroce.
Quando, nel 1854, il Grande Capo Bianco di Washington gli propose di vendergli una vasta zona del territorio indiano, promettendo in cambio una "riserva", il Grande Capo Seattle, gli dette una risposta memorabile:
- Capo Bianco di Washington: "Mi vuoi vendere una parte del tuo territorio?"
- Grande Capo Seattle: "Questa idea mi sembra stana. Davvero credi di poter comprare, o vendere, il calore della terra?"
- C.Bianco di Washington: "E perche' no?"
- Grande Capo Seattle: "Ma perche' ogni palmo di questa terra e` sacro al mio popolo. Ogni ago luccicante di pino, ogni riva sabbiosa, ogni lama di nebbia nel bosco oscuro, ogni radura luminosa e ogni ronzio d'insetto e` sacro nel ricordo e nell'esperienza del mio popolo. La linfa che scorre negli alberi reca la memoria dell'uomo rosso.
- C.Bianco di Washington: "Ma io ti riservero` un luogo in cui voi indiani possiate vivere comodamente"
- Grande Capo Seattle: "Cio` non sara` facile, perche' questa terra ci e` sacra. Questa acqua scintillante che scorre nei ruscelli e nei fiumi non e` solo acqua, ma e` il sangue dei nostri antenati. Il mormorio delle acque e` la voce del padre di mio padre"
- C.Bianco di Washington: "Non capisco, Grande Capo Rosso"
- Grande Capo Seattle: "Lo so che l'uomo bianco non capisce i nostri sentimenti. Un pezzo di terra gli sembra uguale ad un altro, perche' egli e` come uno straniero che arriva nella notte e prende dalla terra cio` di cui ha bisogno"
- C.Bianco di Washington: "Questo e` vero, e mi sembra una cosa giusta"
- Grande Capo Seattle: "Ti sembra giusta perche' la terra non e` tua sorella, ma la tua nemica e quando l'hai conquistata vai ancora piu` lontano. L'uomo bianco tratta sua madre, la terra, e suo fratello, il cielo come cose da acquistare, da sfruttare e vendere. Il suo appetito divorera` la terra e lascera` dietro di lui il deserto"
- C.Bianco di Washington: "Ma noi non abbiamo costruito il deserto. Abbiamo e costruiremo grandi citta`"
- Grande Capo Seattle: "Si, ma la vista delle vostre citta` fa male agli occhi dell'uomo rosso.
- C.Bianco di Washington: "Cio` succede perche' l'uomo rosso e` un selvaggio e non comprende"
- Grande Capo Seattle: "L'uomo rosso sa che non ci sono luoghi tranquilli nelle citta` dell'uomo bianco, dove nessuno puo` ascoltare le foglie che crescono a primavera, il ronzio delle ali di un insetto. Il fracasso delle vostre grandissime citta` non fa che insultare le orecchie. E allora Grande Capo di Washington mi sai dire che interesse c'e` a vivere quando non si puo` ascoltare il linguaggio solitario dei passeri o il chiacchierio delle rane intorno ad uno stagno la notte?"
- C.Bianco di Washington: "Grande Capo Rosso, le voci della Natura sono belle. Ma e` bello anche il rumore delle nostre macchine"
- Grande Capo Seattle: "Ma l'indiano preferisce il suono dolce del vento passeggia come una freccia sulla superficie dello stagno e l'odore del vento lavato dalla pioggia di mezzogiorno o dalla resina dei pini. Preferisce l'aria tersa"
- C.Bianco di Washington: "Anche l'uomo bianco preferisce l'aria tersa"
- Grande Capo Seattle: "No, l'uomo bianco non sembra accorgersi che aria respira"
- C.Bianco di Washington: "Non e` vero, perche' noi amiamo la terra. Anche noi sappiamo che essa appartiene all'uomo"
- Grande Capo Seattle: "Ed e` qui che ti sbagli. La terra non appartiene all'uomo, ma e` l'uomo che appartiene alla terra. Cio` che succede alla terra, succede ai figli della terra. Non e` l'uomo che tesse la trama della vita: egli ne e` solamente un filo. Tutto cio` che fa alla terra, lo fa a se stesso. Ogni offesa che lui reca alla terra, lo reca a se stesso. E la reca tanto all'uomo bianco quanto all'uomo rosso"
- C.Bianco di Washington: "Ma tutti e due sono fratelli, o non e` vero?"
- Grande Capo Seattle: "Puo` darsi. Vedremo. Ma c'e` una cosa che noi sappiamo e l'uomo bianco scoprira` forse un giorno, e cioe` che il nostro Dio e` il vostro stesso Dio. Puo` darsi che voi pensiate attualmente di possedere Dio come volete possedere la nostra terra. Ma non potete. Egli e` il Dio dell'uomo e la sua pieta` e` uguale per l'uomo rosso e per il bianco. Questa terra gli e` preziosa, e nuocere alla terra e` coprire di disprezzo il suo Creatore. Anche i bianchi spariranno, puo` darsi piu` rapidamente di tutte le altre tribu`. Voi contaminate il vostro letto, e
soffocherete una notte nei vostri stessi detriti"
- C.Bianco di Washington: "Secondo te, sarebbe quindi cominciata la fine della vita?"
- Grande Capo Seattle: "Grande Capo Bianco, la fine della vita non e` che l'inizio della sopravvivenza".
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